A VENEZIA DAL 15 GIUGNO ESPONE
L'ESTONE JOHN SMITH IN "MARKO UND KAIDO"
La Biennale di Venezia 50. Esposizione Internazionale
“Sogni e Conflitti; La dittatura dello spettatore”,
15 Giugno - 2 Novembre - Vernissage: 12-13-14 Giugno 2003
Estonia: “John Smith goes to Venice with Marko und Kaido”
Palazzo Malipiero, S. Marco 3079, Venezia
(fermata vaporetto n. 1 S. Samuele - Palazzo Grassi)
John Smith è l’artista che rappresenta quest’anno l’Estonia alla Biennale di Venezia
mentre il progetto espositivo si intitola “Marko und Kaido”, una storia provinciale
di sogni provinciali in risposta al tema della 50. Biennale di Arti Visive di Venezia
“Sogni e Conflitti” del curatore Francesco Bonami. L’esposizione avrà luogo presso
Palazzo Malipiero, vicino a Palazzo Grassi,
John Smith è naturalmente un personaggio fittizio che costantemente cambia la persona
concettuale dei due artisti Marko Mäetamm e Kaido Ole, che hanno condiviso per anni
l’atelier, diventando quindi in queste circostanze, una terza presenza, il terzo
punto di vista. John è un … Idiota - se dovessimo assumere alla lettera la
definizione di Deleuze e Guattari nella descrizione di “Persona Concettuale”.
John Smith è un artista principiante che ha iniziato ad esporre solamente da pochi
anni. A Venezia, egli rivela la sua personalità misteriosa svelando i suoi segreti
attraverso una breve storia autobiografica: John è un immigrante tedesco di origini
polacche (sic!) che in seguito agli studi al Goethe Institute di Stuggart diventa un
gene tecnologistico (sick?). L’istituto lo invia a studiare la gente comune di
Rapla, provinciale cittadina della provinciale Estonia (ex provincia dell’Unione Sovietica e
futura provincia dell’Unione europea). Lavorando come insegnante d’arte alla locale
scuola secondaria, scopre due ragazzi comuni, Marko e Kaido - straordinariamente
simili agli artisti Mäetamm e Ole - e segue le loro vite noiose per almeno
quarant’anni. John diventa sempre più sospettoso del significato del suo lavoro al
punto tale da smettere di inviare rapporti all’istituto di Stoccarda, dove di fatto
era stato già dimenticato da molto tempo. Ed è proprio in quel frangente che succede
qualcosa di strano: nel retro della casa Marko e Kaido cominciano a costruire un
razzo e come i fratelli freaky di Ziggy Sturdust di Bowie, Wallace e
Gromit, pianificano di lasciarsi alle spalle la polverosa Rapla e correre verso le stelle. Ed
a fianco di grandi uomini come Martin Luther King, Marko e Kaido possono finalmente
escalmare: “Abbiamo un sogno”. Inutile dire che la loro attese sono venute meno….
Il programma spaziale di Kaido e Marko è ottimistico ed infantile come lo stesso
John. Potremmo addirittura affermare che formano un insieme concettuale. Ma forse è
proprio in questa concettualizzata follia che emerge il materiale semi-autobiografico
di Mäetamm e Ole, i quali, sebbene alienati, sono entrambi cresciuti in una piccola
cittadina e familiarmente percettivi ai modi del vivere provinciale (non è poi vero
che un progetto artistico puo’ essere un modo di scoprire le proprie radici?
Dovrebbero essere già stati a Documenta!)
Le tematiche di John sono tutt’altro che cool come del resto il suo modo di
dipingere. Le sue immagini non hanno nulla di ciò che comunemente si intende per
pittorico - solo la pura immagine conta. Esse sono realizzate da due artisti, ma non
rivelano mai il loro vero autore. L’aspetto cool è il costante conflitto con il
soggetto mentre chiunque, con l’aiuto di alcune abilità tecniche, potrebbe esprimerne
il pathos al punto di poter definire in qualche modo l’arte di John Smith, come
l’arte di tutti.
Partecipazione ufficiale dell’Estonia
Artista: John Smith - Progetto: “Marko und Kaido”
Curatore: Anders Härm - Commissario: Sirje Helme
Organizzazione: Center for Contemporary Arts, Estonia
Co-organizzazione: Arte Communications, Venezia