FINO
A DOMENICA 6 ALL'ARENA DEL SOLE
DI BOLOGNA "SE PERDO TE" CON VITO
Martedì 11 marzo, alle ore 21, Arena del Sole – Nuova Scena – Teatro Stabile di Bologna presenta Vito in SE PERDO TE, commedia all’italiana di Daniele Sala e Francesco Freyrie, testi di Francesco Freyrie, regia di Daniele Sala. Scene di Leonardo Scarpa su progetto originale di Gino Pellegrini. La voce del Cardinale Trocchi è di Romano Danielli, la voce di Brigitte Bardot è di Muriel Mayette.
Luci di Andrea Ricci, suono di Pierluigi Calzolari.
Repliche fino a domenica 6 aprile (feriali ore 21, domenica ore 16,
lunedì riposo).
ANTEPRIME: 4 e 5 marzo, Teatro Consorziale, Budrio, 6 marzo, Teatro Italia, Soliera (MO), 7 e 8 marzo, Teatro Comunale, San Giovanni in Persiceto
Torna, dopo oltre dieci anni dal suo primo allestimento, Se perdo te, lo spettacolo che ha consacrato Vito come interprete stralunato della “poetica della Bassa” (quella terra tra la via Emilia e il Po che per Zavattini era «solo una riga su un foglio») che ha illustri numi tutelari. Dopo Bertoldo, Il pleiboi della Bassa e Don Camillo e il Signor Sindaco Peppone, stavolta Vito è solo in scena a interpretare i quattro ruoli della favola: il pretino e la sua perpetua, il ragazzino rompiscatole e il vecchio operaio.
Anni ‘50. In una Bassa candida e caldissima, tra argini, mosche e profumo di soffritto, vive Don Guido, un pretino sanguigno che si preoccupa dello stato di salute delle sue anime e della sua chiesetta, da tempo pericolante. Nella canonica vive anche la Marisa, perpetua pettegola segretamente innamorata di lui. Poi c’è lo Zoppo, l’unico in paese ad avere i soldi per restaurare la chiesetta, ma il meccanico ex-partigiano è il prototipo del “mangiapreti” e si guarda bene dall’allungare i baiocchi. A minare la sopportazione di Don Guido ci si mettono anche i “cinni” (i ragazzini del paese) che gli ronzano attorno come tafani, mentre il quadro parlante di un vecchio zio cardinale lo rimprovera continuamente, come fosse la sua coscienza. Nonostante la caldana e le piccole burrasche quotidiane, la vita scorrerebbe tranquilla, se non fosse che contro il campanile della chiesetta, che sorge proprio alla fine di un curvone, si va sempre a schiantare una processione infinita di motociclette, furgoni e automobili. Poi, una mattina d’estate, il brusio delle le cicale viene sovrastato dallo stridore dei freni di una spider gialla che sbanda e tampona il campanile. La Marisa esce di corsa dalla canonica e trova, svenuta al posto di guida, nientepopodimeno che Brigitte Bardot, la donna più bella del mondo? La Marisa pensa di nasconderla a di Don Guido proprio in canonica, innescando una serie di equivoci con lui e con tutto il paese. Alla fine le cose si sistemeranno, con un lieto fine alla Frank Capra, e anche Don Guido, che aveva rischiato di essere trasferito a Pistoia, lontano dalle amate nebbie, potrà restare nella sua parrocchia fra i suoi fedeli.
«Se Perdo Te è nato da una canzone, da un’atmosfera e dal mito della Bardot di fine anni Cinquanta – spiega Vito -, con un gruppo di amici in un minuscolo teatro. E da una sfida al contrario: io che ero partito muto in una tv della parola per eccellenza come Drive in, ora iniziavo a parlare attraverso le atmosfere che avevo respirato fin da piccolo. La nebbia soprattutto, quella profumata di Zavattini, che qui si arricchiva anche un po’ del sapore teatrale del ragù di mia madre, quel “mondo delle nebbie” che congiunge Miracolo a Milano a Amarcord. ».
Forti caratteri, personaggi rudi e schietti, ma al tempo stesso una favola delicata sui buoni sentimenti (non sul buonismo!) e una riscoperta delle radici emiliane. «Fu una scelta controcorrente – aggiungono Daniele Sala e Francesco Freyrie -, in anni in cui il comico a teatro era soprattutto quello televisivo, quella di portare in scena il microcosmo emiliano e la candida favola anni ‘50 di un pretino di campagna, e di far scaturire da qui risate ed emozioni. Improvvisamente c’era una storia con dei personaggi, un attore che usava la lingua della sua terra con forza espressiva portentosa, una scenografia, i costumi, un’unità di tempo, di luogo e di azione. Insomma, un’idea di teatro». Gli autori hanno rinnovato qualcosa: la scenografia, il personaggio di Marisa, ma comunque lo spettacolo non invecchia: «C’è un’alchimia perfetta, tutto si concatena perfettamente, e la riscoperta di radici e caratteri è ancora attuale in tempi di globalizzazione culturale».
Informazioni, prenotazioni e vendita presso:
Arena del Sole · Via Indipendenza 44, Bologna · Tel. 051.2910.910, fax 051.2910.915
ORARI BIGLIETTERIA (giorni feriali): lunedì ore 15.30-19.00; martedì- sabato ore 11.00-19.00
Teleprenotazioni con carta di credito: tel. 051.648.63.87 (feriali ore 15.30 - 18.30)
Vendita biglietti on line con carta di credito: www.arenadelsole.it