Panorama italiano

Le rassegne e i festival

 

LUNEDÌ 7 E MARTEDÌ 8 A BOLOGNA EUGENIO BARBA
E PETER STEIN PARLANO DE "IL TEATRO E LA STORIA"

La Scuola Superiore di Studi Umanistici presieduta da Umberto Eco e il Dipartimento di Musica e Spettacolo dell’Università di Bologna diretto da Marco De Marinis, nell’ambito della stagione 2003 del Centro La Soffitta, presentano l’eccezionale seminario/dibattito "Il teatro e la storia", che prevede l’incontro con due registi teatrali di massima grandezza a livello internazionale quali Eugenio Barba e Peter Stein. Coordinano i docenti Marco De Marinis, Claudio Meldolesi, Eugenia Casini Ropa. Ingresso libero.

Eugenio Barba e Peter Stein, protagonisti delle scene degli ultimi quarant'anni e rappresentanti di due diverse e determinanti tendenze della regia europea, si incontreranno per confrontarsi sul tema, che li vede coinvolti come artisti sensibili alla riflessione sul ruolo e l'impegno socio-politico del teatro, del rapporto tra il teatro vivente e la storia, con particolare riferimento alle relazioni che il teatro di oggi intrattiene o può fecondamente instaurare con esperienze, eventi e pensieri del secolo appena trascorso, al momento attuale e alle prospettive future.

Lunedì 7 aprile ore 16.30 all’Aula absidale di S. Lucia (via de’ Chiari, 23/a - Bologna) avrà luogo la prima giornata di seminario in cui ciascuno dei due ospiti esporrà, in forma di conferenza-lezione, le sue idee in merito al tema in oggetto. La conferenza di Barba si intitola “Quando il teatro si mette a sognare”; quella di Stein: “Il teatro - da dove viene, dove va”.

Martedì 8 aprile alle ore 15, sempre all’Aula absidale di S. Lucia, i due registi si troveranno a dialogare tra loro, con gli storici del teatro Marco De Marinis e Claudio Meldolesi e con il pubblico presente.

Eugenio Barba (Gallipoli 1936), regista e studioso, è uno dei maestri riconosciuti del teatro di ricerca del secondo Novecento. Ha fondato nel 1964 e guidato fino ad oggi l'Odin Teatret (Holstebro, Danimarca), uno dei maggiori punti di riferimento dell'arte teatrale dell'ultimo trentennio, sulla scia del quale ha preso vita negli anni Settanta il vasto movimento internazionale del "terzo teatro" e con il quale ha creato spettacoli originali di altissimo rilievo artistico. Tra i più celebri: Min Fars Hus (1972), Come! And the day will be ours (1976), Ceneri di Brecht (1980), Il Vangelo di Oxyrhincus (1985), Talabot (1988), Kaosmos (1993), Mythos (1998). Ricercatore e teorico dell'arte dell'attore, ha fondato gli studi di "antropologia teatrale", disciplina che studia il comportamento dell'essere umano in situazione di rappresentazione organizzata, raccogliendo nell'ISTA (International School of Theatre Anthropology) studiosi e studenti di tutto il mondo. Nelle sue opere teatrali ha sempre affrontato, in modo del tutto personale e col concorso creativo dei suoi attori, problematiche di carattere profondamente sociale e politico, legate alle angosce del suo e del nostro tempo, riassumibili, pur nella loro varietà tematica e compositiva, nella condanna della violenza del potere e dell'oppressione dei più deboli. Ha pubblicato numerosi saggi e volumi, tra i quali: Alla ricerca del teatro perduto (1965), Aldilà delle isole galleggianti (1985), La canoa di carta (1993), Teatro -solitudine, mestiere, rivolta (1996), La terra di cenere e diamanti (1997) e, in collaborazione con N. Savarese, L'arte segreta dell'attore (1997). Tra i numerosi riconoscimenti internazionali ricevuti, Barba è stato insignito dall'Università di Bologna, nel 1998, della laurea honoris causa in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo. 

Peter Stein (Berlino, 1937) è regista tra i più illustri e celebrati del teatro tedesco ed europeo degli ultimi decenni, punto di riferimento del contemporaneo teatro di regia. Fondatore nel 1970 del collettivo teatrale della Schaubühne di Berlino, che ha guidato fino al 1985, ha creato con quel gruppo di interpreti d'eccezione spettacoli innovativi e provocatori, rivoluzionando la struttura dello spazio teatrale e scenico, rivisitando classici antichi e moderni e proponendo novità scomode e coraggiose. Tra le opere più importanti di quel periodo: Peer Gynt di Ibsen (1971), Il principe di Homburg di Kleist (1972), I villeggianti di Gorki (1974), Come vi piace di Shakespeare (1977), Orestea di Eschilo (1980, riproposta trionfalmente in lingua russa a Mosca nel 1994), Tre sorelle di Cecov (1984). Dopo Il giardino dei ciliegi di Cecov (1989 e 1996), Roberto Zucco di Koltès (1990) e alcune regie di opere verdiane, dal 1992 al 1997 ha diretto la sezione prosa del Festival di Salisburgo, dove ha inscenato grandi spettacoli shakespeariani. Nel 1996 ha diretto Zio Vania di Cecov al Teatro Argentina di Roma. Del 2000 è la sua più imponente e recente opera, Faust I & II, riproduzione integrale del testo di Goethe. Filologo appassionato dei classici e interprete partecipe e complice dei contemporanei, Stein ha spesso affrontato, fin dai suoi esordi con Saved di Bond (1967), Kabale und Liebe di Schiller e Nella giungla delle città di Brecht, testi anarchici e poetici e riflessioni sincere sull'impegno dell'artista e del teatro nelle questioni sociali del proprio tempo. Il regista, che vive ormai da alcuni anni in Italia, è stato insignito di numerosi riconoscimenti internazionali, tra i quali l'onorificenza francese di Commandeur de l'Ordre des Arts et Lettres et Chevalier de la Légion D'Honneur.

Per Informazioni:
Dipartimento di Musica e Spettacolo – Università di Bologna
Centro La Soffitta
Tel.051.2092018 - 16 
www.muspe.unibo.it/soffitta

 

 


 

 


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