UN MIRACOLO CHIAMATO IIO Il corrispondente dall'Italia di "Down Beat", Mitchell Feldman, racconta la straordinaria avventura musicale dell'Italian Instabile Orchestra e presenta il suo ultimo cd "Litania sibilante" I percorsi artistici di Pino Minafra, Gianluigi Trovesi, Tiziano Tononi, Eugenio Columbo e Paolo Damiani | Paolo Damiani e Gianluigi Trovesi (ph. Feldman)
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di Mitchell Feldman Nella commedia "Alice", di Woody Allen, c'è un momento memorabile in cui Mia Farrow, che interpreta una tipica mamma della Manhattan est, chiacchiera con Joe Montegna, nella parte di un operaio sassofonista jazz, mentre aspettano che i loro figli escano da scuola. La sua vita è pura routine, quindi la Farrow assume una pozione prescritta da un erborista di Chinatown e, sotto la sua influenza confida con aria solenne a Montegna: "Sai, la prima volta che ho sentito Coltrane fare il soprano ho visto spalancato davanti a me un mondo di suoni completamente nuovo". Ho avuto una reazione simile la prima volta che ho sentito la Italian Instabile Orchestra (IIO), rappresentate dell'Italia per il genere delle grandi band di musica jazz e l'epicentro di un universo musicale attorno al quale il free jazz country, l'etno-jazz, le scene dell'elettronica e della New Music orbitano come satelliti. Un complesso cooperativo organizzato nel 1990 dal trombettista Pino Minafra, la IIO include alcuni dei più immaginativi improvvisatori italiani, compositori e ribelli musicali appositamente reclutati perché rappresentano differenti regioni etniche e influenze estetiche all'interno della variegata matrice culturale nazionale. La continuata esistenza del gruppo è un miracolo, se si considera che la sua sopravvivenza dipende dall'integrazione di personalità, stili e esperienze di vita di 18 strumentisti distinti e individualisti, le cui carriere abbracciano quattro generazioni di attività in vari e creativi circoli musicali italiani. Nel corso del decennio scorso la IIO ha attirato un seguito globale, sviluppando un sound distintivo che mescola ingredienti radicalmente differenti in un saporito, sebbene sia decisamente all'avanguardia, minestrone musicale. La grande jazz band, anarchica e iconoclasta, ha precedenti europei nella tedesca Globe Unity Orchestra, nell'olandese Willem Breuker Kollektief e nell'austriaca Vienna Art Orchestra. Sebbene la IIO condivida con questi gruppi una propensione al cinismo, all'arguzia e al sarcasmo, essa abbraccia dissonanze e libertà in un modo più melodico dei suoi equivalenti europei. La IIO non esita ad importunare la corrente tradizionale, ma lo fa con una sensibilità che ricorda una calda brezza mediterranea, opposta alla sferza del vento aspro del Mare del Nord o delle Alpi. La IIO ha celebrato il suo decimo anniversario nel 2000, col debutto in Nord America nei festival jazz estivi di Vancouver, Toronto, Montreal e Chicago e, a settembre, ha collaborato in Italia con il pianista Cecil Taylor al Festival di Talos che Minafra dirige a Ruvo di Puglia, sua città natale. I festeggiamenti sono continuati per tutto l'autunno con la presentazione dell'ultima incisione dell'IIO, "Litania Sibilante", e la quarta edizione del festival "Appuntamento col Jazz Creativo", dedicato all'IIO e ai suoi sottogruppi di Pisa (ciò è abbastanza logico, dal momento che, come il critico di Down Beat John Corbett ha osservato, la torre pendente della città è l'immagine di instabilità più nota del mondo!). Lo straordinario anno del gruppo è terminato con il riconoscimento, da parte della rivista Musica Jazz, della IIO come migliore jazz band italiana, per la sesta volta dal 1992. Poi è improvvisamente apparsa dal nulla per finire terza alla pari con l'Either Orchestra nella categoria Big Band Deserving Wider Recognition ("grandi band meritevoli di un più ampio riconoscimento"), nella quarantanovesima Annual Down Beat International Jazz Critics Pool ("votazione annuale dei critici internazionale di jazz Down Beat "). L'esito delle votazioni di quest'anno apparirà nel numero di agosto dell'influente rivista americana di jazz. "Litania Sibilante", anagramma di Italian Instabile, è il quinto album disponibile in commercio, la sua seconda registrazione in studio e la presentazione ideale dell'orchestra (i CD delle partecipazioni dell'IIO ai festival sono stati registrati dalla Leo Records nel 1992 e nel 1998; Neljazz ha registrato una raccolta di esibizioni in concerti europei nel 1997 e la ECM ha prodotto il primo disco della band realizzato in studio nel 1995). Il nuovo cd include versioni ampliate, purificate e riarrangiate di tre lavori del repertorio dell'IIO che sono apparsi nelle registrazioni live: "Scarlattina", di Gianluigi Trovesi, una miscela di melodie e ritmi delle danze della tradizione bergamasca, zona d'origine dell'eccellente musicista di strumenti a fiato (in nord Italia anche Debussy ha trovato ispirazione per una suite); "Litania Sibilante", mosaico caleidoscopico di temi, di Giancarlo Schiaffini, membro fondamentale della scena del free jazz e della New Music romana, che, oltre a suonare il trombone, la tuba e strumenti elettronici, è anche fisico; e "Herr Fantozzi", il ritratto satirico fatta da Minafra di un impiegato imbranato, popolare personaggio del cinema italiano, che l'IIO è solita suonare alla fine dei propri concerti. Come l'ultimo Lester Bowie, Minafra è un trombettista con un avventato senso dell'umorismo e, nel suo sbraitare e vaneggiare, il complesso lo sostiene suono dopo suono, come uno sfrenato gruppo che accompagna un clown in un rauco circo del sud Italia. Gli altri pezzi sono "M42", un pezzo con sfumature di urban funk, del trentacinquenne trombettista Alberto Mandarini, membro più giovane nell'IIO, e già membro dell'orchestra di Paolo Conte; "Sequenze Fughe", del violoncellista Paolo Damiani, pezzo più "classico" del cd. Schiaffini ha curato l'arrangiamento di "Lover Man", un pezzo per il sassofonista Mario Schiano che a 67 anni è il membro più anziano dell'IIO e suo dadaista spirito guida (Schiano e Schiaffini collaborano dal 1966, quando fondarono l'infame Gruppo Romano Free Jazz). Partecipano come ospiti in "Litania Sibilante" il trombettista Enrico Rava e il fisarmonicista Antonello Salis, quest'ultimo nel gruppo di solisti invitati a collaborare con la IIO, che include i trombettisti Paolo Fresu e Bowie, il pianista Misha Mengelberg e il sassofonista Willem Breuker. (Membro dell'IIO dal 1997 al 1999, Rava è stato precedentemente un membro della jazz Composers Orchestra, Globe Unity Orchestra e del Cecil Taylor's European Orchestra). Otto degli attuali membri della IIO - Minafra, Damiani, Trovesi, Schiaffini, Schiano, il batterista Tiziano Tononi, il sassofonista Daniele Cavallanti e il sassofonista-flautista Eugenio Columbo - sono apparsi in centinaia di album come leaders o come sidemen. Se si aggiunge alla loro produzione quella dei loro ex membri quali Bruno Tommasi, bassista del gruppo dalle origini al 1998; il pianista Giorgio Gaslini, che è stato nel gruppo dal 1991 al 1996; e Rava, la risultante discografia mostrerebbe l'evoluzione del jazz moderno in Italia dalla metà degli Anni '60, e includerebbe inoltre dozzine di notevoli progetti crossover. Tononi, il batterista della IIO dagli inizi (e fondatore con Cavallanti della leggendaria jazz band italiana Nexus, che compie vent'anni nel 2001), arriva al jazz influenzato tanto da Jimi Hendrix e Frank Zappa quanto dall'Art Ensemble di Chicago, Charles Mingus e Ornette Coleman. Il suo ultimo cd , "We Did It, We Did It (Rahsaan and the None) - The Music of Rahsaan Roland Kirk and More As Seen/ Felt/ Re-Interpreted by Tiziano Tononi and the Society of freely Syncopated Organic Pulses", è un lavoro di proporzione wagneriane che, meritatamente, è stato riconosciuto come il miglior album italiano di musica jazz del 2000 dalla rivista Musica Jazz. Un monumentale omaggio di 236 minuti allo straordinario sassofonista, flautista e compositore cieco che spesso suonava tre strumenti contemporaneamente, il lavoro è il terzo di una trilogia di tributi, che Tononi paga anche a John Coltrane e Don Cherry, in "Awake Nu" (che Musica Jazz ha nominato miglior album jazz del 1997). Tononi alterna composizioni originali con inventivi arrangiamenti di alcuni dei lavori più memorabili di Kirk (per esempio "Thje Black and Crazy Blues", "The Inflated Tear", "Serenade to a Cuckoo", "Volunteered Slavery", "Rip, Rig & Panic"), come quelli di altri artisti che hanno ispirato il batterista (Mingus, Coltrane, Fats Waller, Sidney Bechet, Duke Ellington, Stevie Wonder e Bob Marley). In una nota all'interno del cd, Tononi avverte: "Se credete nel politically correct, nel jazz stright-to-bed, e pensate che i cd non debbano superare una determinata durata, siete sulla strada sbagliata. Ma perché non correre il rischio e, per una volta, scegliere il selvaggio e il pazzo? Qui non troverete riferimenti medievali o presunti radici mediterranee, né jazz new age né altre cose del genere. Questa è la definitiva e aggiornata versione del jazz contemporaneo… vi invitiamo al Roland Kirk Memorial Barbecue…". Questo mastodontico tributo a Kirk diventa un po' maniacale, a volte, ma è una delle migliori incisioni jazz degli ultimi tempi. Trovesi, eletto da Musica Jazz come miglior musicista jazz italiano del 2000, è un versatile sassofonista, clarinettista e flautista, e un prolifico compositore conosciuto in tutta Europa, la cui notorietà internazionale potrebbe crescere grazie alla recente incisione presso la ECM di "In Cerca di Cibo". Una cordiale collaborazione col fisarmonicista Gianni Coscia, il progetto segue la scia di "Radice", debutto del duo del 1995 presso la Egea Records, etichetta perugina che si sta specializzando in incisioni che fondono con musica classica o tradizionale. Per esempio, in "Round About a Midsummer's Night Dream", Trovesi combina un trio barocco (due violini e un violoncello) con un trio folk (fisarmonica, contrabbasso e tamburello) e un trio moderno (fiati, basso e tamburi), per eseguire una suite di un'ora ispirata da "Sogno di una Notte di Mezza Estate". Shakespeare, jazz, canzoni folk del nord Italia e danze rinascimentali si uniscono in questo montage musicale che rispecchia la miscela magica di fantasia e realtà della commedia senza tempo del Bardo (il nonetto di Trovesi e il suo duetto con Coscia si sono piazzati secondo e terzo nella votazione su Musica Jazz per la migliore jazz band italiana del 2000). Su "La Banda", Minafra offre un tributo e aggiorna l'eredità dell'orchestra di ottoni che introdusse la musica da opera in remote regioni d'Italia durante il XIX secolo, una tradizione musicale amata, responsabile della formazione di generazioni di suonatori di tromba, in Italia, che ancora oggi prospera nelle aree rurali. Originario dell'Apulia e allievo di Nino Rota al Conservatorio di Bari, Minafra ha ideato un ambizioso album doppio, La Banda Città di Ruvo di Puglia, che suona arie di Bizet ("Toreador"), Verdi ("La Donna Mobile"), Puccini ("Nessun Dorma"), e Rossini ("Largo al Factotum"), come pure lavori contemporanei per "banda", di Rota, Trovesi, Breuker, del francese Michel Godard, suonatore di tuba, nei quali il trombettista, Trovesi, Breuker e Godard partecipano come solisti. Il romano Paolo Damiani esplora la sua ascendenza sarda su "Mediana", lavoro etno-jazz che mostra le launeddas, strumento a fiato antico di 3500 anni inventato dai pastori, il cui suono è una via di mezzo tra la zampogna e la cornamusa. Questo noto bassista, violoncellista, compositore e insegnante vive attualmente a Parigi, dove lavora come direttore artistico dell'Orchestre National de Jazz (è il primo straniero a dirigerla), e dove sta scrivendo e commissionando lavori per il complesso che riflettono la sua visione pan-mediterranea che mescola l'improvvisazione jazz con influenze dal Nord Africa, dall'Italia, dalla Francia e dalla Penisola Iberica. Anche "Tales of Love and Death", del cerebrale sassofonista-flautista Eugenio Columbo, si rivolge alla letteratura per trarne ispirazione, sebbene in questo caso siano i l'Odissea e la storia di Giuditta, tratta dalla Bibbia. E' un lavoro impegnativo per tre voci e un quartetto musicale nel quale a cantanti di formazione classica viene richiesto di improvvisare, e ai musicisti jazz di seguire la linea che profondamente drammatizza due potenti scene simboliche: il momento in cui Ulisse tende il suo arco e rivela di non essere un vecchio mendicante, ma di essere un re guerriero; e l'eroina ebrea, che toglie il velo da vedova per sconfiggere i nemici del suo popolo. "Tuba Libre" di Schiaffini è un altro lavoro che richiede un ascolto attento. Il trombettista si concentra sul suo secondo strumento nel suo primo cd da solista e primo come leader, nel quale suona esclusivamente la tuba. Schiaffini mostra un'agilità straordinaria con questo ingombrante strumento e con la sua tromba rilascia lussureggianti tessiture di suoni, sia che siano acustici, modificati elettronicamente, sia che usi l'overdub. "My Funny Valentine" è l'ultimo di 54 album ai quali Schiano partecipa come leader o come sideman dalla metà degli Anni '60, e rivela che il sassofonista, venerato come padre fondatore dell'avanguardia italiana, è attualmente un cantante ritirato. Spalleggiato dal pianista Antonello Vannucchi nella parte swing, copre un sacco di standard del jazz con un modo di cantare impassibile, che approfitta di una estensione vocale che va dal do al mi. L'album è senza prezzo e se Roberto Benigni non sta attento Schiano potrebbe rubargli dei ruoli!
Mitchell Feldman traduzione di Laura Onano
Discografia Italian Instabile Orchestra - Litania Sibilante (Enja Records ENJ 9405) Italian Instabile Orchestra - Italian Instabile Festival (Leo Records LR 262 /263) Italian Instabile Orchestra - European Concerts '94 / '97 (Neljazz 0968-2) Italian Instabile Orchestra - Skies of Europe (ECM Records 1543) Italian Instabile Orchestra --Live in Noci and Rive de Gier (Leo Records CD LR 182) Gianluigi Trovesi Nonet - Round About A Midsummer's Dream (Enja Records ENJ 9384) Gianluigi Trovesi & Gianni Coscia - In Cerca di Cibo (ECM Records 1703) Gianluigi Trovesi & Gianni Coscia - Radice (Egea Records SCA 050) Banda Città Ruvo di Puglia (w/ Pino Minafra, Gianluigi Trovesi, Willem Breuker) - La Banda (Enja Records ENJ 9326) Paolo Damiani - Mediana - (Egea Records SCA 067) Eugenio Colombo - Tales of Love and Death (Leo Records LR 302) Giancarlo Schiaffini - Tuba Libre (Random Acoustics Records RA 025) Mario Schiano - My Funny Valentine - (Splasc(H) h697) - 1999 Tiziano Tononi & The Society of Freely Syncopated Organic Pulses - We Did It, We Did It (Rahsaan and the None) - (Splasc(H) Records H811/812/813) Tiziano Tononi Group -- Awake Nu: The Music of Don Cherry -- (Splasc(H) Records CD H 487/488) Siti web delle Case discografiche nominate nell'articolo ECM Records: www.ecmrecords.com Egea Records: www.egearecords.it Enja Records: www.enjarecords.com Leo Records: www.atlas.co.ik.leorecords Random Acoustic Records: www.randomacoustics.de Splasc(H) Records: www.ijm.it/splasc(H) Fonti online Italian Instabile Orchestra: www.ijm.it/instabile Italian Jazz Musicians Website: www.ijm.it Italian jazz CDs online sales: www.jazzos.com All About Jazz's Italia: www.allaboutjazz.com/italy/
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