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La Recensione     

UN GRANDE "VARIETÀ" CON I "PICCOLI" DI PODRECCA

Numeri che si susseguono accendendo la fantasia e lo stupore degli spettatori: dalle scene circensi allo sketch lirico con la soprano sofferente che intona una sonata con il paziente pianista , dai sorprendenti numeri acrobatici a quadri musicali quali l’orchestra viennese e l’orchestra jazz. Un successo

La locandina dello spettacolo
La locandina dello spettacolo


di Cesare Valentini

I “Piccoli” (con questo nome, il fondatore Vittorio Podrecca amava chiamare i suoi pupazzi di stoffa, legno e fili), presentano “Varietà”, uno dei titoli dello sterminato repertorio della Compagnia, nata nel 1914 ed ormai una leggenda di questo particolarissimo genere di spettacolo.

“Varietà” è unico nel panorama teatrale internazionale ed è difficilmente etichettabile con un genere specifico: è teatro di figura ma anche musical, cabaret e danza. Lo compongono numeri tra i più divertenti e fantasiosi e gli sketches più prestigiosi che Podrecca aveva dedicato, nella sua lunga carriera, a celebri pagine musicali che vanno dal repertorio classico al folklore sudamericano.

Numeri che si susseguono accendendo la fantasia e lo stupore degli spettatori: dalle scene circensi allo sketch lirico con la soprano sofferente (Strangoloni) che intona una sonata con il paziente pianista (Piccolowsky), dai sorprendenti numeri acrobatici a quadri musicali quali l’orchestra viennese e l’orchestra jazz, da una coloratissima, infernale “Notte sul monte Calvario” ad una struggente “Morte del Cigno” in cui la ballerina è animata da una tecnica di manipolazione che sfiora la magia.

E’ comprensibile, quindi, lo stupore e l’ammirazione del pubblico di fronte alla maestria dei marionettisti, veramente notevole soprattutto nelle scene d’insieme come lo scatenato sabba alla “Monte Calvo” o nei numeri di folklore come la tarantella napoletana e la rumba sudamericana.

Sono, infine, da applausi a scena aperta, le esibizioni del violinista e del pianista per le precisione dei loro movimenti: delle mani (sulla tastiera) e dell’archetto (sul violino) in accordo perfetto con i quadri musicali. Merito, evidentemente, di efficientissimi marionettisti che hanno, tra i numerosi altri meriti quello di far muovere i pupazzi in perfetta sincronia con i brani musicali.

A proposito di questi ultimi, bisogna riconoscere che essi sono tutti azzeccati: ripresi da incisioni d’epoca, danno un sapore d’altri tempi allo spettacolo e ci richiamano alla memoria i fasti di un’epoca che sembra lontanissima e perduta ma che non manca di affascinare e coinvolgere il pubblico contemporaneo.

I “Piccoli” di Podrecca, nel corso della loro storia, oltre ad aver affascinato grandi e piccini di tutto il mondo, ha suscitato l’ammirazione di artisti come George Bernard Shaw, Arturo Toscanini, Eleonora Duse e Charlie Chaplin. E scusate se è poco!

Cesare Valentini

 

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