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Il Lettore Misteriosoguida galattica
alla lettura sublime
a cura di Ford Prefect   

"FRAMMENTI DI UN DISCORSO AMOROSO" Ovvero: Enciclopedia partecipata dell'amore

Roland Barthes avrebbe potuto intraprendere l'Opera Somma, il romanzo definitivo d'amore. Invece ha lasciato la sua materia in frantumi e l'ha ordinata a saggio, anzi, l'ha disordinata, scegliendo l'ordine alfabetico, l'unica elencazione a sua disposizione che potesse essere a un tempo oggettiva e casuale

Frammenti di un discorso amoroso


Chi non conoscesse Roland Barthes, si accontenti di una definizione per confronto - o stipulativa, direbbe forse lui. Prendete Umberto Eco - quello però dei saggi e del Diario Minimo; fatelo diventare francese, inquadratelo nella tempesta culturale a cavallo tra i '60 e i '70, e poi elevate la fama attuale di Eco per due. E tutto questo non rende giustizia ancora a ciò che Barthes ha rappresentato per la semiologia. Frammenti è forse, insieme a Miti d'oggi, il suo lavoro più popolare: ed ha proprio nella sua natura frammentaria, di scomposizione sfaccettata delle 80 figure del sentimento d'amore, una delle sue idee-forza invincibili. 

Barhes avrebbe potuto, con il genio sublime contenuto nel materiale di questo libro, intraprendere l'Opera Somma, il romanzo definitivo d'amore, meticoloso come Proust ma senza la proustiana pedanteria, febbricitante come Dostojevskij ma non dostojevskijianamente malato, palpitante come Goethe ma senza quell'asmatico affanno goethiano. Invece ha lasciato la sua materia in frantumi e l'ha ordinata a saggio, anzi, l'ha disordinata, scegliendo l'ordine alfabetico, l'unica elencazione a sua disposizione che potesse essere a un tempo oggettiva e casuale.
 

Questo perché - introduce Barthes -  il discorso amoroso è orizzontale : non ha una gerarchia sintattica vera, nasce per corti circuiti, per associazioni labili o ossessive, si snoda lungo linee ora zigzaganti ora parallele, oppure si ripete senza altro senso che non sia quello che noi, solo dopo, scegliamo di dargli come tributo alla nostra necessità di autogiustificarci.

In questa forma, il lettore partecipa della profonda e lacerante introspezione che ognuna delle ottanta analisi si porta dietro; ma le scorre come potrebbe fare con le voci allarmanti e distaccate di un'enciclopedia medica, cominciando la lettura da dove vuole, dalla figura dell'Angoscia o da quella dell'Appagamento, da quella della Lettera d'Amore o da quella del Rapimento, a seconda di quale tra queste sia quella con cui sul momento si identifichi - e infatti Barthes, implacabile nel suo zelo compilatorio, contempla anche la figura dell' Identificazione….

Sono contrario alle citazioni, ma in un contesto enciclopedico come questo, la citazione aiuta il lettore. Queste le ultime righe dedicate da Barthes alla Gelosia: "Come geloso, io soffro quattro volte: perché sono geloso, perché mi rimprovero di esserlo, perché temo che la mia gelosia finisca per ferire l'altro, perché mi lascio soggiogare da una banalità: soffro di essere escluso, di essere aggressivo, di essere pazzo e di essere come tutti gli altri". Eh?

Ford Prefect

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