CINEMA A CAGLIARI PRENOTARE UN POSTO, UNA STRATEGIA BELLICA | |
|
Mi sembra doveroso mettere in evidenza una disagio sofferto da circa un anno dai frequentatori delle sale cinematografiche gestite dal Sig. G. Ferrari a Cagliari. La necessità della prenotazione per accedere ai circoli cinematografici rende spesso quello che dovrebbe essere un fatto piacevole in un'azione di vera strategia "bellica". Riservare i posti al cinema ha una qualche utilità per l'utente solo quando egli è a conoscenza del fatto in anticipo, in caso contrario diviene solo un fatto terribilmente spiacevole perché chi arriva al cinema anche con molto anticipo è costretto ad andarsene in quanto i posti sono già stati tutti riservati. Durante la stagione scorsa andare a vedere un film all'Alkestis era diventata un'attività a tempo pieno perché non bastava telefonare per prenotare ma bisognava andare li con molto anticipo per ritirare i biglietti. A questo punto viene da chiedersi con quale diritto ci si possa appropriare del tempo delle persone in maniera così arbitraria, facendo certo leva sull'amore per il cinema e per le programmazioni che il Sig. Ferrari è sempre capace di fare in maniera così professionale. Lo stesso problema si presenta per poter vedere "Luce dei miei occhi" in via Sassari. Si va li con anticipo inutilmente, però in questa maniera si apprende che è necessaria la prenotazione, il giorno dopo si riservano finalmente i posti, al telefono viene chiesto con molta cortesia di essere li per le ore nove, il film inizierà comunque oltre le ore nove e mezzo. La gentilezza non può sempre giustificare tutto. Forse il Sig. Ferrari non pensa a tutte quelle persone che vengono da fuori Cagliari facendo affidamento su ciò che hanno letto sul giornale, non pensa sicuramente agli amanti del cinema che si recano la con la sedia a ruote e che sono costretti a parcheggiare in Piazza Carmine e che devono quindi fare tutta la salita spingendo trovando una volta arrivati un'amara sorpresa. Tutto questo al Vicoletto non accadeva, si andava prima e si faceva la fila. E' molto triste che per poter godere dei piaceri di una bella programmazione si debba sottostare a delle organizzazioni così poco comode per gli utenti ma così utili per gli organizzatori. Vi ringrazio per lo spazio che concedete e vi saluto.
Cinzia Mocci
Se vuoi leggere le altre Lettere a Godot... | |