FESTA DEL COUS COUS AL GHETTO DI CAGLIARI SCEICCHI E ODALISCHE "DE NOSUS" | |
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Carnevale è alle porte ma, la voglia di evasione è talmente grande che c'è chi non resiste e anticipa la festa. Sabato 19, l'associazione Imago Mundi, col patrocinio del comune di Cagliari, ha organizzato un incontro con la cultura araba nello spazio del Ghetto degli Ebrei. Costo del biglietto: 15.000 lire. Purtroppo, il tutto è stato ridotto a un evento folkloristico di basso livello, ad una maldestra rappresentazione della cultura araba mediante: l'onnipresenza di tappeti persiani, simbolo mai fuori moda di una borghesia gretta che si appropria delle espressioni di altre culture; un menù edulcorato fatto di patate bollite, cous cous, cavoli e la grande assente sangria; le figlie di Salomè e la loro danza del ventre che, intrappolando le menti (e non solo) in una trance erotica, hanno riportato la serata alla media dei sabati degli italiani: pane e figa per tutti. Il presunto incontro si è rivelato così un pessimo surrogato di una cultura araba di cui si propone il semplice ma rassicurante consumo. Dopo l'undici settembre, il diffuso terrore dell'islam si è trasformato in ansia generalizzata di e da informazione, per cui, diventa politicamente corretto informarsi e, soprattutto, scacciare lo spettro della paura ruminando banane secche e mais tostato. La proposta di una tranquilla serata per famiglie, slegata da un lavoro mentale che per molti, spesso, si rivela vano e letale, è confermata dalla pressoché totale assenza di veri islamici, immigrati e quant'altri avrebbero potuto essere fedeli testimoni di un mondo a noi estraneo. Incontrare un'altra cultura presupporrebbe un serio confronto con essa, un interesse e una predisposizione allo scambio materiale di idee che, dall'organizzazione non è stato neanche lontanamente immaginato. Il ghetto è stato così utilizzato come una sala in affitto per feste private, perché di una festa privata si è trattato. In questa grande fiera della vanità si aggiravano attempati pseudo-alternativi che, il sabato sera, invece di unirsi al grande circo del Comunale o, di rimanere a casa a fare la calza, sfoderano il settore etnico di guardaroba griffati, come una polverosa auto d'epoca di cui andare fieri in società! Medio borghesi in cerca di qualcosa... che si travestono da sceicchi mentre vecchie signore in pelliccia, nei panni di primitivi raccoglitori di cibo, vagano alla disperata ricerca del tavolo della degustazione. Sette giovani attori, hanno cercato, nell'indifferenza della gente, di leggere poesie, di trasmettere, ai pochi che hanno avuto la decenza di non far baccano e di rispettarli, emozioni e atmosfere di autori come Hikhmet e Adonis. Dimenticati dall'organizzazione che ha puntato su ristorazione e intrattenimento, hanno dovuto fare i conti con un pubblico chiassoso, ignaro dell'esistenza di questi momenti di lettura. È probabile che prossimamente ci sia un seguito a questa proposta. Speriamo almeno che coincida con la fine del carnevale, cosi che i sudditi del re dell'eccesso possano unirsi alla sua fine.
Ivan Defend Se vuoi leggere le altre Lettere a Godot... | |