PER
I DISABILI SPETTACOLI "A
STRISCE" OFF
LIMITS L'ANFITEATRO DI CAGLIARI | |
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Pagare per vedere uno spettacolo a strisce non è un evento assurdo, ma
all'Anfiteatro Romano di Cagliari è un ordinario verificarsi, se gli spettatori si spostano su sedia a ruote. L'evento si tramuta però in un'esperienza traumatica e paradossale se si analizzano alcuni dettagli di contorno. Probabilmente
la Fondazione Teatro Lirico ha un senso dell'humor molto particolare, perché preferisco considerare il tutto uno scherzo di cattivo gusto piuttosto che il frutto di una gestione totalmente irrazionale e sconsiderata.
Mi reco ad acquistare i biglietti per lo spettacolo
"Notre Dame de Paris": grazia divina, due biglietti a metà prezzo per il portatore d'handicap e l'accompagnatore. Mi verrebbe quasi da dire "che gentili" se non fosse che arrivati a teatro ci si rende conto che le sedie a ruota non ci stanno, sono troppe, per quello spazio così ridotto, come è possibile tutto ciò? Mi viene quasi da pensare che quei gentili signori dell'Ente Lirico vendano un numero di biglietti più alto delle effettive disponibilità della struttura. Che burloni! Chissà se poi la pensa così anche il personale che al momento dell'accoglienza si trova i corridoi ingombri di sedie a ruote e accompagnatori che spaesati non sanno dove stare, forse anche perché non hanno un posto a loro destinato.
Il personale cerca disperato una soluzione che non si trova perché, comunque, pare che l'accesso dietro il palcoscenico che ci permetterebbe di assistere agli spettacoli dalla platea sia riservato solo a pochi "intimi" che, magari, non pagano neppure il biglietto. La situazione si trasforma in una buffonata assurda quando qualcuno propone di trasportare sulle scale le sedie a ruota per arrivare all'anello superiore.
Siamo abituati a lamentarci per un nonnulla, ci potremmo anche arrangiare, dopotutto paghiamo solo mezzo biglietto a testa noi e gli accompagnatori. Chissà se
Mauro Meli, il sovrintendente del Teatro Lirico, troverebbe divertente condividere con noi la piacevolezza della visione a strisce imposta dai tubi
Innocenti dei parapetti che, da soli, non si abbassano davanti alla nostra impossibilità di alzarci in piedi.
Ma sono sicura che il sovrintendente e i suoi collaboratori sono delle persone sensibilissime e che non si siano mai rese conto dei disagi che creano agli spettatori che si spostano su sedia a ruote e ai loro accompagnatori. Sono sicura che siano assolutamente in buona fede e che non sia loro intenzione comprare la dignità di questi spettatori al prezzo di mezzo biglietto gratuito. Sono sicura che loro non hanno mai pensato che uno spettatore portatore di handicap desideri di assistere agli spettacoli dalla platea anziché da quell'ignobile spazio a loro riservato da qualcuno che non ha visto che avrebbero avuto davanti i tubi innocenti. Sono ancora più sicura del fatto che queste persone così burlone non credano davvero che mezzo biglietto sia il prezzo giusto per uno spettacolo all'anfiteatro perché io invece sono assolutamente certa, perché l'ho testato anche venerdì 16
agosto, che tale spettacolo visto in quelle condizioni non vale neppure un soldo bucato.
Sarei anche tentata di spostare il piano d'osservazione dal faceto al drammatico ricordando all'organizzazione di tale incredibile situazione che esiste una legge sulla sicurezza da rispettare anche
nessuno sembra accorgersene (e i Vigili del
Fuoco dove sono?).
Cinzia
Mocci (Cagliari) Se vuoi leggere le altre Lettere a Godot... | |