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Luttazzi, Celentano, Emilio Fede: 
spettacolo o informazione?
 
Le dichiarazioni di Adriano Celentano sul tema dei trapianti e il polverone che ne è scaturito, riportano alla ribalta un vecchio dilemma: informazione e spettacolo possono convivere? Il problema già sollevato in occasione della trasmissione di Daniele Luttazzi, con riferimento alla satira, si ripresenta oggi nei confronti dei varietà televisivi.
Qualcuno afferma che siano proprio i giornalisti i primi ad invadere il campo dell'intrattenimento, (ad esempio Michele Cucuzza, Luca Giurato ed Alberto Castagna), salvo poi insorgere quando qualche non giornalista prende posizione a favore o contro qualche cosa. 
Altri sostengono che gli artisti ottengono tanto clamore quando si occupano di questi temi perché parlano di temi di cui i giornali non si occupano, andando a colmare le lacune di un'informazione che non farebbe fino in fondo il proprio dovere. 
Ma è davvero così? Dite la vostra al forum di Godot…
 

9 marzo 2002

Antonio Murabito,
Quartu Sant'Elena

Criticare o peggio impedire a personaggi dello spettacolo di esprimere la propria opinione su questioni che "esulano" dalle proprie competenze e' solo un pesante intervento censorio.
Lo spettacolo e' anche informazione, spesso meno faziosa di quella fornita da organi di stampa che si autodefiniscono indipendenti.
Bisogna dare spazio piuttosto a tutti gli orientamenti politici e culturali, invece di stabilire licenze o negazioni di intervento su temi che suscitano vasto interesse.
L'unico limite dovrebbe essere l'apologia di reato e l'istigazione alla violenza fisica, tutto il resto si dovrebbe lasciar dire senza alcuna preclusione. Gli "Ordini professionali" non possono pretendere di avere l'esclusiva del pensiero.

 

29 dicembre 2001

Vittorio, Sennori (Ss)

Ciao a tutti , voglio dirvi il mio pensiero su Adriano Celentano che secondo me' è un fenomeno in tutto quello che fa' , puo' essere anche ignorante ma al meno cerca di dire molte cose importanti e di far discuttere tutta l'Italia e poi chi dice che e' un fascista ? lui non parla il politichese lui e' Celentano e basta cioe' il Migliore !!!!!!!!
CIAO A TUTTI DA VITTORIO DA SENNORI ( SS )

 

14 dicembre 2001

Paolo Seu, Escolca

A mio modesto parere i televisori non andrebbero spenti ma tenuti accesi, in compagnia magari. Sono convinto che Celentano offra un grande servizio al Paese quando fa discutere mezza Italia del problema del silenzio-assenso.
Sopratutto per via del fatto che la campagna pubblicitaria del Governo non era riuscita a farlo. Striscia la Notizia in questi giorni ha sollevato il caso delle truffe di Wanna Marchi & Co. Il giornalismo di Sciuscià forse ci era già arrivato, ma non suscitando lo stesso clamore e con la stessa efficacia nel mobilitare le forze di polizia. Mi sembra che in TV ci sia spazio per entrambi questi programmi, perchè è utile che vi siano. Altettanto importante è che il successo di Striscia non induca gli altri tg a riprenderne lo stile, o che noi si abbia la capacità di valutare il Tg di Fede in maniera critica al pari del Tg della Rai

 

13 maggio 2001

Gianfranco Portas, Iglesias

Che la politica sia diventato uno spettacolo è ovvio. Il problema è che è uno spettacolo di pessima qualità! Se fosse all'altezza di Kantor o  altri grandi del '900, potremmo forse lamentarcene?
 

08 maggio 2001

Emilio, Assemini

Rispondo a Roberta Cuccu di Quartu a proposito di Celentano presunto fascista: secondo me non è un fascista ma semplicemente un gran bigotto megalomane che, tuttavia, ha il talento del genio, nel senso che fa presa sul pubblico. Dite quello che volete, anzi, diciamo quel che vogliamo (perché anche a me fa girare i cosiddetti), ma quell'ignorante ex-orologiaio ed ex-molleggiato in Italia, purtroppo, è un mito: come potrebbe permettersi, altrimenti, di andare contro ogni logica televisiva (pensiamo ai tempi morti e alle imbarazzanti improvvisazioni) e ottenere un successo di pubblico così grande? Se non fosse un mito nessuno farebbe tutto 'sto casino per le sue dichiarazioni superficiali e qualunquiste sui trapianti (mi scoccia doverlo difendere, ma ho l'impressione che sia stato frainteso: non ha detto di essere contro i trapianti né contro la legge che li istituzionalizza, semplicemente contesta il silenzio-assenso per cui è necessario dichiarare per iscritto che non s'intende donare i propri organi, tutto qui. La sua posizione, al di là delle conseguenze incontrollate, mi sembra persino rispettabile e, paradossalmente, positiva proprio ai fini della sensibilizzazione al tema trapianti). In ogni caso, penso che ogni sede e momento siano buoni per esprimere la propria opinione, a patto che non ci si nasconda poi dietro l'alibi, di volta in volta, della satira e del varietà e di chissà cos'altro: se fai politica allo "Zecchino d'oro" posso anche condividere la tua posizione ma devi avere le palle di ammettere che hai fatto politica, senza addurre l'alibi dello scherzo, della battuta, del... gnegnegnè. Luttazzi ha fatto benissimo a dire quel che ha detto (dato che Sgarbi e Fede fanno politica da anni al soldo del Cavaliere) ma non si nasconda dietro le sottane della satira: ha espresso opinioni politiche, punto e basta (anche se ne aveva tutti i diritti).
Isn'it? 
 

05 maggio 2001

Roberta Cuccu, Quartu

Ma perché parlarne? Non sarebbe meglio spegnere i televisori? Celentano è un noto fascista e mi sorprende che Fo sia stato da lui, così come il fatto che anche Michele Serra si sia aggiunto alla cricca degli autori. Evidentemente in Italia succede così.
 

03 maggio 2001

Bob, Cagliari

Sono convinto che, alla fin fine, su tutto ci sia un sistema televisivo che fa acqua. La condizione e la qualità di ciò che passano i palinsesti, statali e non, della TV, è a dir poco scandalosa. E menomale che parliamo di un paese culla dell'arte e della cultura. Ciò che fa Celentano è, semplicemente, un modo alternativo e più ampio di creare TELEVISIONE. In questi ultimi tempi, che mi venga in mente, solo il programma "Alcatraz" ha messo in luce quello che la televisione può essere. In Italia (ma credo anche nel resto della CIVITAS) la TV fa pena. Ma quale Celentano o Luttazzi... la RAI è ben felice che ci siano 'sti casini. Ma mi faccia il piacere, ma mi fa'... E poi, alla fin fine, chi sta cavalcando l'onda, sono proprio i teleidioti che creano, delle opinioni di un singolo uomo (più o meno condivisibili), un caso nazionale. Ebà... Ma quello è una persona, come mimmi che scrivo, come te che leggi, come quello che celebra messa e quella che batte. Basta, è come dico io e bò.  
 

03 maggio 2001

Fabrizio Cocco, Cagliari

Lo spettacolo offerto dai vari Celentani è veramente ributtante! Ogni operazione di commistione tra spettacolo e informazione mi sembra frutto di una grande malafede e di un malinteso spirito di democrazia. A questo punto, mi chiedo: non sarebbe meglio reintrodurre la censura? 
 
 
 
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