 | LILO & STITCH
(USA 2002, 85 minuti) di Dean Deblois, Chris Sanders - Soggetto e sceneggiatura: Chris Sanders - Musica: Alan Silvestri - Montaggio: Darren Holmes - Produzione: Walt Disney Animation - Cast di voci: Daveigh Chase, Chris Sanders, Tia Carrere, Jason Scott Lee, Ving Rhames, David Ogden Stiers
Irriverenza della diversità, degli emarginati. Dopo la Dreamworks spielberghiana anche la Walt Disney si lascia andare ai personaggi scabrosi, difficili, sboccacciati e insolenti. Va bene che Stitch è un alieno, un mostro dell'ingegneria genetica che uno scienziato pazzo in una galassia lontana anni luce dalla terra ha programmato per essere distruttività pura, irrisione totale, caos dirompente. Questo è quello che piace di Stitch, la sua anarchia libertaria incontaminata, la sua irriducibilità al comando e all'obbedienza, il suo spirito ribelle. Molto vicino a Shrek, ma con la velocità di un pokemon e il sorriso infingardo di un gremlin, Stitch è stato programmato per essere indifferente alle emozioni, ma saranno proprio queste a sconvolgerlo profondamente, aprendo il varco al buonismo immanente dell'epica/etica disneyana, che stempera nel sorriso ogni impulso trasgressivo incontrollabile.
In un angolo nascosto del pianeta Turo di un'ignota galassia viene creato, fuorilegge, "626", ma il suo creatore, lo scienziato folle Jumba (una tinozza ambulante con quattro occhi vivacissimi e che gioisce orgoglioso della sua creatura) è subito smascherato. Il mostriciattolo è stato programmato per essere un creativo anche nel fuggire al destino imposto. La Presidentessa del Gran Consiglio della federazione intergalattica, lo condanna all'esilio in uno sperduto e lontano asteroide deserto. 626 riesce a fuggire e atterra fiammeggiando su un'isola delle Hawai, dove, viene scambiato per un cane e immediatamente chiuso nel canile. Diventa immediatamente l'oggetto del desiderio di Lilo, una bambina orfana dei genitori e allevata dalla sorella Nani. Lilo vuole un cane e non resta indifferente alle irritanti manifestazioni dello strano animaletto che terrorizza tutti gli altri cani. Lilo lo vuole, lo chiama Stitch e per quanto l'esperimento genetico ce la metta tutta per farsi odiare, tuttavia non ci riesce. Le due ragazze vivono in situazione di difficoltà e Nani deve vedersela con Cobra Bubbles, un assistente sociale (ma che ha l'aspetto di un agente segreto) così poco credibile da essere vero, che minaccia di strappare Lilo alla custodia della sorella, secondo lui incapace di assicurare alla piccola un'esistenza sicura e dignitosa. Stitch arriva come una mina vagante nella famiglia e complica le cose. Intanto Jumba è stato spedito sulla terra con la missione di catturare la furia a 6 zampe per riportarlo sul pianeta Tura. Lilo e Stitch, si riconoscono nel loro destino di diseredati e costruiscono insieme un'affettuosa amicizia al grido di”ohana”, la parola magica hawaiana che raccomanda il senso della famiglia e garantisce che nessuno sarà abbandonato a se stesso. Il nuovo compagno di giochi smussa piano le spigolosità al ritmo delle canzoni del fan delle due hawaiane, Elvis Presley, che costituiscono il grosso (6 pezzi) di una colonna sonora firmata per le musiche originali da Alan Silvestri (Forrest Gump). Da ricordare però che due brani sono di respiro hawaiano e realizzati con la collaborazione di un esperto di musica hula, Mark Keali’i Ho’omalu.
La Disney non aveva mai lanciato prima d'ora un film per l'estate, puntando soprattutto al periodo prenatalizio. Il mercato è sempre più esigente e intasato, ma al di là delle esigenze puramente commerciali il risultato è intelligente e divertente. "Lilo e Stitch" soddisfa infatti palati differenti e viene incontro anche ai gusti di un pubblico adulto e sensibile alle diverse tematiche accennate nel film, dalla difesa dell'ambiente (la Terra si sarebbe salvata in precedenza perché sarebbe l'unico pianeta che ospita la zanzara, specie in estinzione a livello intergalattico) al labirinto etico delle biotecnologie. L'ultimo film della Disney sarà certamente ricordato anche per la scenografia realizzata con la tecnica dell'acquerello, tecnica utilizzata per la prima volta dopo 60 anni da uno studio Disney. I responsabili di questa nuova creatura (che è anche un videogioco Disney Interactive) sono gli sceneggiatori Chris Sanders e Dean DeBlois che già avevano già collaborato in passato con la Disney per La bella e la bestia, Mulan e Il re leone. Lilo & Stitch contenderà a Metropolis (ennesima incursione nell'immaginario visivo del capolavoro di Fritz Lang), ultimo deposito del genio del manga giapponese Osamu Tezuka, il primato delle sale nelle prossime settimane. Il confronto è solo con le altre animazioni, perché nemmeno il pirotecnico Stitch è riuscito, nella prima settimana, a spodestare Spider Man dall'apice del box office.
|