 | CHIEDIMI SE SONO FELICE (Italia, 2000) di Aldo, Giovanni e Giacomo e Massimo Venier Interpreti: Aldo, Giovanni, Giacomo, Marina Massironi, Antonio Catania, Beppe Battiston, Silvana Fallisi Il trio Aldo Giovanni e Giacomo arriva puntuale a Natale: il loro film doveva essere una sicura garanzia al botteghino (pur aiutati dalla distribuzione di ben 700 copie della pellicola) e così è stato (ha superato i 40 miliardi). E del resto lo sono stati tutti i loro lavori, compresi quelli teatrali e televisivi, come dimostrano i recenti "Corti" e "Tel chi el telùn". L'amore e l'amicizia legano le vicende dei tre omonimi protagonisti, anche se il film non ha intenzioni autobiografiche. Nella realtà le cose non sono mai così semplici, ma il film ci invita ad una leggerezza, ad una maggiore attenzione per le dinamiche dell'amicizia e i suoi intrecci, spesso equivocanti, con gli altri sentimenti. Meglio congegnato dei due precedenti film, "Tre uomini e una gamba" e "Così è la vita", il terzo lavoro cinematografico del gruppo si impone anche per una più attenta cura registica e maggiore maturità stilistica. Che riesce naturale, come sa essere naturale l'amicizia fra i tre, perché mettono in gioco se stessi ed evitano la maschera attoriale spesso deformante. La chiave del film ce la offre il titolo, perché la domanda intorno alla felicità è una domanda che respira nella storia privata di tutti e questa, spesso congestionata dai ritmi fuorvianti della quotidianità, esige una risposta che il film offre semplicemente, lontano dalle cattiverie e da certi contorsionismi intellettuali. Nonostante ciò la storia dimostra un'intelligenza fresca e spontanea. Il film gioca con gli incastri dei personaggi, tutti marginali del successo artistico, rievocando la sofferenza di tutti quelli che devono affrontare anni di dura gavetta prima di riuscire nel mondo dello spettacolo. Giacomo è un tollerato doppiatore di film di serie B; Giovanni è mimo e fa la statua vivente nella vetrina di un commerciante angosciante; Aldo fa brevi comparsate alla Scala. I tre cercano una carta vincente e si avventurano nella messinscena del Cyrano di Bergerac, la celebre storia di Rostand che peraltro presta il fianco all'intreccio amoroso che la bionda e bravissima hostess, interpretata da Marina Massironi, innesca. Il filo degli amori è tenuto insieme dall'irrequietezza sentimentale di Aldo che non riesce a scrollarsi di dosso, neppure a testate, un'appiccicosa e insopportabile fidanzata, Silvana (interpretata dalla moglie Silvana Fallisi). La commedia gioca così sugli scambi, le coincidenze, gli equivoci e l'intreccio si ingarbuglia fino a far saltare l'amicizia e il Cyrano. Il montaggio in parallelo racconta il viaggio forzoso (a tre anni dalla rottura fra i tre amici e la hostess) verso la Sicilia per raggiungere Aldo (colpito da uno strano e sospetto malore) e i flashback che raccontano le ragioni del viaggio. La commedia all'italiana è così salvata davanti a una platea siciliana (forse non a caso) nel nome del nasuto spadaccino, che nella storia messa in scena presta il proprio talento rimatore al bello ma sciocco Cristiano per sedurre la cugina Rossana. Come dice Aldo: "Quando l'amore ci si mette è veramente bastardo". Sono da ricordare anche i brevi ma intensi camei di Antonio Catania, nelle vesti di vigile urbano (protagonista di una improvvisata partita di basket) e di Beppe Battiston, improbabile rapinatore che dopo il fallito colpo, piange disperato e consolato da Aldo, Giovanni e Giacomo. |