Il Cinema dalla A alla Z | A cura del nostro critico Antonello Zanda | | Cartoni, film d'azione, comici e pellicole da amare o evitare |
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|  | THE GIFT – IL DONO (The Gift, USA 2000, 111') di Sam Raimi - Sceneggiatura: Billy Bob Thornton, Tom Epperson - Interpreti e personaggi: Cate Blanchett (Annie Wilson), Keanu Reeves (Donnie Barksdale), Katie Holmes (Jessica King), Giovanni Ribisi (Buddy Cole), Hillary Swank (Valerie Barksdale) La giovane vedova Annie Wilson vive con i suoi tre bambini nella grigia Brixton, in Georgia. È chiaroveggente e grazie a questo dono aiuta i suoi compaesani. La tranquilla cittadina di provincia è sconvolta dalla misteriosa scomparsa di Jessica, la figlia del preside Wayne. Annie si attira nel frattempo le ire di Donnie, il marito violento di Valerie che le si rivolge chiedendole aiuto. A seguito di una visione, Annie indica alla polizia dove si trova il cadavere di Jessica: in fondo a uno stagno nella proprietà di Donnie, che viene arrestato. Il regista dell’abissale “La casa” e del cupo “Darkman” squaderna - dopo il magico “Soldi sporchi” - la profonda vocazione al male dell’uomo, malattia rabbiosa che spinge la sua fantasia horror verso il thriller parapsicologico. La paura e il soprannaturale si fanno trasparenti e Cate Blanchett riesce a dare corpo sensibile all’invisibile in un film ben riuscito. |  | SHRIEK: HAI IMPEGNI PER VENERDÌ 17 (Shriek If You Know What I Did Last Friday the 13th, USA 2000, 86') di John Blanchard - Sceneggiatura: Sue Bailey, Joe Nelms - Interpreti: Julie Benz, Harley Cross, Majandra Delfino, Simon Rex Un serial killer imperversa tra le aule del liceo di Bulimia Falls. L’intraprendente giornalista Hagitha Utslay, che ama somministrare ai suoi lettori storie imbevute di sangue e horror, indaga e scopre che le attenzioni del criminale sono rivolte a un gruppo di studenti. Il film cerca di vestire i panni della parodia, sulla scia dei più riusciti “Scream” e “Scary Movie”. Il demenziale non è un sottoprodotto qualunque: mescola - quando riesce - il divertimento all’ironia e sa guardarsi allo specchio senza ingarbugliare nei nodi dell'identità. Un film stanco e noioso, che ha il solo merito di farci sbadigliare per non più di 80 minuti e che preannuncia il sequel com’è nella migliore della tradizioni produttive americane. Almeno sappiamo cosa perderci. |  | AMORES PERROS (Amores Perros, Messico 2000, 147') di Alejandro Gonzalez Inarritu - Sceneggiatura: Guillermo Arriaga - Interpreti e personaggi: Emilio Echevarria (El Chivo), Gael Garcia Bernal (Octavio), Goya Toledo (Valeria), Alvaro Guerrero (Daniel), Vanessa Bauche (Susana), Jorge Salinas (Luis) Tre vicende vanno incontro ad un incidente stradale: l’adolescente Octavio fa i soldi facendo combattere il proprio cane e fugge con Octavia, la moglie del fratello maggiore; un ricco quarantenne, Daniel, abbandona la famiglia per vivere con la splendida modella Valeria; l’ex-guerrigliero comunista El Chivo, divenuto barbone e assassino su commissione, accetta un incarico che per la prima volta non porta a termine. Lo scontro automobilistico deciderà dei destini di tutti. Opera prima di Inarritu, cineasta messicano, che annoda personaggi e vicende con grande ritmo e senso dell’oscurità, mescolando l’inesorabilità del destino con il labirinto del caso. La mdp fiata sul collo dei personaggi e non concede tregua, tagliando violenti primi piani con repentini spostamenti di campo e di storia, affrescando in una megalopoli come Città del Messico la coralità della tragedia che accomuna vite anonime e sperdute. |  | THE SCORE (The score, USA 2001, 123 minuti) di Frank Oz - Sceneggiatura: Scott Marshall Smith, Ebbe Roe Smith, Lem Dobbs, Kario Salem - Fotografia: Rob Hahn - Musica: Howard Shore - Interpreti e personaggi: Robert De Niro (Nick Wells), Marlon Brando (Max), Edward Norton (Jackie Teller), Angela Basset (Diane) L’ultimo colpo e Nick - supersofisticato ladro gentiluomo - può ritirarsi a vita privata con Diane, al ritmo caldo del jazz club. Nella provinciale Montreal Nick è trascinato nell’ultima grande impresa dall’ingombrante (Brando) sinuoso amico e ricettatore Max e dall’insolente e subdolo (senza etica) Jackie Teller in odore di subentrar loro come stella dello starsystem (nel furto e nel set). Un film lento e noioso che si trascina stancamente e affonda in modo prevedibile sui corpi attoriali di tre grandi animali della recitazione. I tre attori si ritagliano le parti, ogni tanto si incontrano in una sceneggiatura prevedibilissima e danno prova di grande individualità. Lo scettro in palio è stato abbandonato da un Brando che vive di rendita leggendaria - si attende per novembre il suo Kurtz allungato nella nuova versione di “Apocalypse Now” - e con grossi debiti (il film sfuma sul privato). Nick è troppo bravo per un Jackie che sta imparando, ma Norton mostra di avere grande determinazione. Un film metafora incontrollato.
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