Il Cinema dalla A alla Z | A cura del nostro critico Antonello Zanda | | Cartoni, film d'azione, comici e pellicole da amare o evitare |
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|  | SUPER 8 STORIES (Super 8 Stories, Germania / Italia 2001, 90') di Emir Kusturica - Protagonisti: Nejad Jankovic, Emir Kusturica, Stribor Kusturica, Nenad Gajin, Nelle Karajilic Unza Unza Time è il ritmo surreale e schizzato di questo train movie musicale che trangugia musica popolare, classica, punk e rock in un crescendo che monta tra le gag dietro le quinte una miscela energetica e ricostituente di ritmi country, tzigani e latinoamericani. Kusturica, macchina da presa a mano, costruisce un documentario e mescola al colore dei concerti il bianco e nero sgranatissimo con cui interroga gli 11 musicisti della band No Smoking, nata sulla scia di "Gatto nero gatto bianco". Schegge di memoria filmate in super 8 e di televisione strappano l’attenzione sullo sfondo di una Jugoslavia centrifugata dai nazionalismi e dai conflitti etnici. La musica - riempita dalla voce solista del fondatore del gruppo, Nelle Karajilic - trascina tutto nel vortice dionisiaco di un vitalismo frenetico e balcanico, fa resuscitare i morti e inebria il clima dei matrimoni, impazza nei kafane tra una retata e l’altra della polizia. Quando il contrasto si fa stile e ritmo cinematografico. |  | VERTICAL LIMIT (USA 2000) di Martin Campbell - Protagonisti: Chris O'Donnell, Bill Paxton, Robin Tunney, Scott Glenn, Izabella Scorupco, Temuera Morrison, Stuart Wilson, Augie Davis Vertigini al cinema ma nel senso dell’azione ad alta quota (il titolo si riferisce a limite massimo di altezza oltre il quale la sopravvivenza umana è a rischio), per una superproduzione da capogiro capitalistico. Peter Garret è un giovane scalatore alle prese con una pericolosa missione di salvataggio sul K2, la seconda vetta più alta del mondo (ma il film è girato sul monte Cook, 3000 metri, in Nuova Zelanda). La morte costringe a scelte drammatiche: Garrett salvò la sorella Annie sacrificando il padre e, mai perdonato da lei, correrà in suo soccorso in una grande impresa. Il pericolo è ricostruito dalla computer graphic, che fa impazzire i corpi con salti nel vuoto, voli vertiginosi e valanghe turbinose. La temperatura calda dell’azione si misura con la furia fredda della natura, mentre la fotografia corre a precipizio. |  | LUNA PAPA (Luna Papa, Australia-Germania, 1999), di Bakhtiar Khudojanazarov. Interpreti: Chulpan Khamatova; Moritz Bliebtreu; Merab Ninidze; Ato Mukhamedshanov; Nikolai Fomenko; Lola Mirzorakhimova; Sheraly Abdulkaisov L’erotismo della fantasia fa da sfondo a questa favola che gioca in equilibrio tra le pulsazioni del sogno e dell’avventura. Così acquistano consistenza reale anche immagini surreali come quella delle pecore rubate al volo da un aereo e di un toro gettato addosso a una barca di pescatori. Il film si snoda in due sezioni coese, la prima con la seduzione della sognatrice Mamlakat, e la seconda con l’affannosa ricerca del seduttore sconosciuto, in compagnia di un padre e un fratello quantomeno singolari. Scenari asiatici (è evocata la magica Samarcanda) per un film di confine, dove si incrociano i luoghi del mito e i fantasmi del presente, le lingue e le tradizioni. Per il suo 3° film Khudojnazarov deborda dal suo Tagikistan verso i richiami del grande cinema, ammaestrato dalle scuole russa, georgiana e ucraina, tese a coagulare il mondo della fantasia in quello reale. |  | LE VERITÀ NASCOSTE (USA, 2000) di Robert Zemeckis. Interpreti: Michelle Pfeiffer, Harrison Ford, Diana Scarwid, Joe Morton Ispirato da un racconto di Sarah Kernochan e Clark Gregg, al centro del film è la tranquilla e perfetta vita di coppia di due coniugi che vivono sul lago in una cittadina del Vermont. In questa calma piatta cominciano ad accadere strane cose. Claire comincia ad avere strane visioni e le appare il fantasma di una donna con cui, molti anni prima, il marito Norman aveva avuto una storia. Sinfonia visiva, digitale e sofisticata, intorno al tema dell’acqua (il lago, ghiaccio, vapori, riflessi e riverberi). Zemeckis confeziona un altro film che non passerà invisibile, rievoca Hitchcock e si diverte a giocare con il genere e con la suspence: mescola la dimensione del paranormale (voci, apparizioni) con i toni del thriller psicologico. Negli Stati Uniti qualcuno sostiene che è più ridicolo di "Scary Movie", ma a differenza di quello, monotono e citazionista, Zemeckis sa raccontare anche rimasticando. |  | DINOSAURI (Dinosaur, USA, 2000) di Ralph Zondag, Eric Leighton Un cast di dinosauri di tutte le razze e grandezze popola il cretaceo elettronico del nuovo iperkolossal disneyano. Protagonista Aladar, un iguanodonte che appena fuori dell’ovetto, viene adottato da un gruppo di pacifici e antropomorfi lémuri. Una spaventosa pioggia di meteoriti scompiglia l’ordine delle cose e Aladar, deve affrontare molti pericoli alla ricerca di un rifugio sicuro. Il complesso mondo dei dinosauri non risparmia in varietà: Anchilosauri, Oviraptor, Stiracosauri, Stigimoloch, Microceratops. Immancabili la storia d’amore e i cattivi carnivori, i paurosi e superdentati Carnotauri. Fiaba dai contorni multietnici, il film difetta sul fronte delle emozioni e della storia, schiacciate sull’ingenuità smorfiosa e familiare dei lémuri, parassiti di un mondo destinato all’estinzione. Duecento milioni di dollari di immagini digitali, stupefacenti per ricchezza di colori e pulizia, ma che faticano a coinvolgere il cuore e il cervello. |  | CRIMINALI DA STRAPAZZO (Small Time Crooks, USA, 2000), di Woody Allen. Interpreti: Woody Allen, Tracey Ullman, Hugh Grant, Elaine May Ray e Frenchy, lavapiatti lui e manicure lei, affittano i locali di un ex ristorante e mettono su una pasticceria di biscotti. Ma il negozio, aperto nei pressi di una banca, è la solita e solida copertura per tentare il colpo grosso. È la vecchia storia della banda del buco, serraglio improvvisato di improbabili ladri, "criminali da strapazzo" appunto, che si incasina e manda all’aria tutto. Così la banda sbaglia la direzione del tunnel, mentre gli affari della pasticceria, animata da una gestione del tutto inconsueta, vanno a gonfie vele. Raffica di gag e battute accompagnano il colpo sotterraneo fino a che il film si spegne in un intreccio rilassato. Woody Allen sembra inesauribile, ma si comincia ad avvertire la stanchezza del cliché. | |
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