le mostre, le gallerie, gli avvenimenti artistici
programmati in Sardegna
ADALBERTO LIBERA NEL DOPOGUERRA

Centre Pompidou
 


Comune di Cagliari
Assessorato alla Cultura

 
Ministero per i Beni 
e le Attività Culturali


Università degli Studi 
di Cagliari

 

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ADALBERTO LIBERA

Nel dopoguerra

L’esperienza di Cagliari

Cagliari, 15 febbraio - 15 maggio 2003

In occasione del centenario della nascita di Adalberto Libera, dal 15 febbraio al 15 maggio 2003 si svolge a Cagliari il ciclo di manifestazioni sull’opera del grande architetto di rilevanza internazionale.
 

Tali manifestazioni sono organizzate in collaborazione dal Centre Pompidou, Musée national d’art moderne/Centre de création industrielle, Paris, proprietario degli archivi Libera che, in omaggio all’architetto contribuisce con il suo apporto scientifico e tecnico a questo evento, dal Comune di Cagliari, Assessorato alla Cultura, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con la DARC, Direzione generale per l’architettura e l’arte contemporanee, e con la Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggio, patrimonio storico, artistico e demoetnoantropologico per le province di Cagliari e Oristano, e dall’Università degli Studi di Cagliari, Facoltà di Ingegneria, Dipartimento di Architettura.
 

L’iniziativa, curata dall’architetto Alessandra Fassio, voluta a Cagliari dal prof. Giorgio Pellegrini, Assessore Comunale alla Cultura nel programma degli eventi culturali cittadini, si sposterà in autunno a Roma, inserendosi nelle manifestazioni generali per il centenario che avranno luogo al palazzo dei Congressi all’EUR.
 

Si articola in tre eventi : mostra, monografia, convegno.
 

  Adalberto Libera

Adalberto Libera

Adalberto Libera (Villa Lagarina, Trento, 1903 - Roma 1963), tra i maggiori protagonisti dell’architettura italiana del Novecento, è stato capace di inventare, nel periodo tra le due guerre, una architettura che si confrontasse con le più avanzate ricerche a livello internazionale e fornisse la risposta italiana alle sperimentazioni degli architetti del Movimento Moderno: il Razionalismo Italiano.
 

La scuola del Razionalismo, in architettura e nell’arte, costituisce ancora oggi uno dei principali riferimenti per lo sviluppo delle più importanti teorie architettoniche moderne e contemporanee in campo internazionale.
 

Dopo la guerra la grande personalità di Libera, ha la capacità di ricercare le derivazioni del Razionalismo al di là delle motivazioni storiche del recente passato, per costruire una nuova immagine dell’Italia.
 

Questa iniziativa si propone l’approfondimento critico della ricerca progettuale di Adalberto Libera nella sua produzione del dopoguerra.
 

Periodo molto prolifico nell’attività dell’architetto, quello tra la fine degli anni ’40 e gli anni ’60 è in effetti il periodo del Libera meno conosciuto e riconosciuto, che pure vede invertire e declinare la sperimentazione razionalista in forme e temi che, oltre ad appartenere non meno della produzione fra le due guerre alle ricerche più avanzate di quel momento storico, costituiscono un importante percorso di riflessione del Libera maturo sul tema del rapporto fra architettura e società.
 

Al centro dell’indagine si propongono ed analizzano gli interventi dell’architetto nella città di Cagliari partendo dai quali si avvia una lettura critica su alcune tematiche progettuali e linguistiche che hanno caratterizzato la ricerca del dopoguerra, il cui percorso viene rintracciato negli esempi più noti della produzione progettuale nazionale ed internazionale dell’autore.
 

Cagliari è una città alla quale Libera fu molto legato da ragioni di carattere personale, la moglie era cagliaritana, e professionale, vi realizzò infatti due progetti: il padiglione della Cassa per il Mezzogiorno alla Fiera di Cagliari (1953) e le palazzine I.E.E.P. in via Pessina nel complesso della città-giardino (1950-53).
 

Il padiglione riportato in tutte le monografie sull’autore, rappresenta un esempio importante della ricerca di Libera in relazione alle sperimentazioni legate al rapporto tra struttura e forma che caratterizzano generalmente la sua poetica del dopoguerra. Merita quindi uno studio specifico che faccia risaltare il ruolo che ha avuto all’interno della ricerca progettuale del suo autore e lo collochi nella giusta prospettiva critica all’interno del panorama architettonico italiano.
 

Il complesso di via Pessina è costituito da tre sistemi abitativi che rientrano nella grande ricerca sulla abitazione da lui avviata già durante il periodo bellico per prepararsi agli anni della ricostruzione. Tale ricerca esposta in una serie di scritti e pubblicazioni è confluita nei programmi di edilizia economica e popolare portati avanti con la direzione dell’I.N.A. Casa.
 

Attraverso queste manifestazioni si intende inoltre diffondere e valorizzare la presenza e l’opera di Adalberto Libera in Sardegna rivalutandone le valenze nella generale ricerca progettuale dell’architetto e al fine di considerarla parte di un patrimonio culturale da conservare e tutelare.
 

In questo senso gli esempi di Cagliari rappresentano un importante tassello per ricucire l’appartenenza della esperienza sarda all’ambito della sperimentazione nazionale.
 

 

ADALBERTO LIBERA - LA MOSTRA

La mostra si articola in due sezioni.
 

Nella prima, improntata con un carattere divulgativo, si presenta una sintesi della parte più conosciuta della produzione di Libera, compresa nel periodo tra le due guerre e relativa ai progetti realizzati.
 

La comunicazione è affidata a filmati e foto d’epoca, con l’ausilio dei modelli dei progetti.
 

Viene inoltre mostrata una selezione della sua produzione pittorica e grafica, che ha accompagnato soprattutto il primo periodo della sua carriera.
 

Nella seconda parte si affronterà la sperimentazione progettuale del dopoguerra attraverso l’analisi di due filoni di ricerca: la “tecnica come linguaggio” e la “tipologia dell’abitare”.
 

Partendo dalle esperienze cagliaritane delle quali si mostreranno i disegni e gli schizzi originali, in molti casi inediti, affiancati da una rilettura grafica e fotografica attuale, si esporranno alcuni esempi di realizzazioni e progetti dell’opera di Libera nei quali si possono rintracciare le stesse linee di ricerca come un filo rosso che percorre con elaborazioni e modificazioni successive la sua evoluzione poetica, ma che trova corrispondenza in tutta l’esperienza progettuale dell’autore.
 

E’ importante poter mostrare i progetti originali attraverso i materiali autografi e storici, affiancati ai rilievi ed alle immagini della attuale sistemazione degli edifici al fine di rendere evidente che, come nel caso del Padiglione, ciò ha costituito un profondo processo di modificazione dell’idea progettuale .
 

L’esposizione che presenta oltre 600 pezzi, in buona parte inediti, comprende circa 230 disegni ed altrettante fotografie provenienti dal Centre Pompidou, e la restante parte arriva da archivi nazionali e da collezioni private.
 

Verranno inoltre esposti 5 plastici, due relativi alle opere cagliaritane realizzati dal Dipartimento di Architettura ed altri tre provenienti dal MART- Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto e proiettati alcuni filmati di immagini d’epoca realizzati dal Centre Pompidou.
 


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